Educazione delle donne: mondo regency #3

Educazione delle donne in epoca regency.

educazione femminile regency

Edmund Blair Leighton – Singing to the reverend

Prosegue il viaggio nell’epoca regency, per scoprire le luci e le ombre di questo periodo che tanto ci fa sognare, grazie anche e soprattutto alle opere di Jane Austen e di tante altre autrici che ci hanno narrato del mondo femminile di inizio Ottocento.

Si avvicina anche l’8 marzo, festa delle donne, e credo che seguire questo percorso delle donne del passato possa essere una chiave di lettura per comprendere le donne attuali e comprendere meglio che cos’è, nella realtà, quello che si intende per “Eterno femminino”.

Entriamo oggi nella macchina del tempo per tornare nella Londra di inizio Ottocento, alla ricerca delle scuole per giovinette, a caccia di istitutrici, per leggere sulle piccole lavagne e per sbirciare sui libri di testo delle giovani donne inglesi.

Siete pronti?

Educazione delle donne nella letteratura.

Quando si parla di educazione delle giovani donne inglesi subito vengono alla mente personaggi illustri: la prima che spicca fra tutte è certamente Jane Eyre, anche se il romanzo non appartiene alla letteratura propriamente regency (fu pubblicato nel 1847, mentre l’epoca regency si conclude nel 1830), è certamente l’opera in cui si vede uno spaccato chiaro dell’educazione dedicata alle donne nel periodo.

Rebecca Solomon, La governante, 1851 educazione femminile

Rebecca Solomon, La governante, 1851

Jane, che in un primo tempo viene istruita come i cugini di cui è “ospite” da un istitutore privato, viene spedita a causa del suo cattivo comportamento (a detta della zia!) in un convitto per ragazze indigenti, dove i maltrattamenti sono all’ordine del giorno, ma che le fornisce una preparazione del tutto valida che le permette dapprima di insegnare in quella stessa scuola, al termine dei suoi studi, e in un secondo momento di proporsi come istitutrice: a Thornfield Hall le verrà poi affidata una bimba, alla quale Jane trasmetterà le sue conoscenze.

Anche in Jane Austen il tema dell’educazione viene proposto. Abbiamo giovani donne che ricevono le prime nozioni dalle loro stesse madri.

La madre di Catherine, in Northanger Abbey è troppo impegnata a insegnare ai figli più piccoli le nozioni di base di scrittura e matematica per occuparsi di rifinire la preparazione dei figli più grandi, motivo per cui Catherine viene lasciata libera di nutrirsi di romanzi gotici a suo piacimento.

In Orgoglio e Pregiudizio Elizabeth scandalizza lady De Bourgh dicendole che né lei né le sue sorelle sono state seguite da istitutori, ma che la madre si è occupata personalmente della loro educazione.

Questi due esempi ci fanno subito comprendere che gli studi compiuti sotto la guida dei genitori sono considerati inadeguati a classi sociali elevate, e che le minime possibilità economiche devono imporre la presenza di figure professionali adeguate all’istruzione dei piccoli, bambine comprese.

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Saper cucire e ricamare era fondmentale

In Emma, le sorelle Woodhouse sono seguite da Miss Taylor, che dopo aver svolto il suo ruolo di istitutrice, diviene dama di compagnia di Emma fino al momento del proprio matrimonio (in teoria le dame restavano fino al matrimonio della signorina, ma qui abbiamo un caso un po’particolare).

Ma Jane Austen parla anche delle famose, o famigerate, scuole, i collegi, nei quali le fanciulle venivano inviate per migliorare la propria istruzione.

Non si tratta di luoghi punitivi come Lowood della Bronte, ma a quanto pare la Austen non deve averne una buona impressione, perché non molto positivi sono i personaggi che hanno ricevuto la propria preparazione fuori casa, come la figlia minore di Mrs. Jennings (Ragione e Sentimento), le sorelle Bingley (Orgoglio e pregiudizio) e la sorella mediana di Anne (Persuasione), dotate di davvero scarso spessore intellettuale.

Citiamo anche in Emma la scuola per signorine della signora Goddard, da cui esce Harriet Smith.

La sua opinione forse dipende da una esperienza personale negativa?

Si potrebbe dire di sì: Jane Austen, a soli otto anni, dopo una prima preparazione datale dal padre (che era pastore e grande sostenitore dell’importanza della cultura, tanto da fondare un collegio maschile) fu inviata insieme alla sorella Cassandra ad approfondire i propri studi, presso collegi femminili a Oxford e Southampton, e infine alla Abbey School di Reading.

Educazione delle ragazze inglesi nell’Ottocento

Le giovani dovevano prepararsi a essere brave padrone di casa- educazione femminile

Le giovani dovevano prepararsi a essere brave padrone di casa

Fra la fine del Settecento e l’inizio Ottocento, l’educazione delle ragazze inglesi subisce profonde modifiche. Il modello educativo sta cambiando e la stessa Austen, che si rifà a modelli precedenti, in materia di istruzione delle donne sembra suggerire, secondo la mentalità più antiquata, che l’istruzione femminile non è importante per le donne quanto per gli uomini, o meglio che il tipo di preparazione che viene impartita alle donne non è fatta per migliorarle.

Abbiamo una Mary Bennet (Orgoglio e Pregiudizio), l’unica delle sorelle che prosegue ad oltranza la propria formazione culturale, che risulta pedante e noiosa; una miss Bingley che favoleggia di una preparazione femminile che porta Elizabeth a esclamare che sono ben poche le donne che possono vantare un’eccellenza simile (e diciamocelo: miss Bingley non ci pare un modello di perfezione certamente!).

Abbiamo, soprattutto, il contrasto fra Elinor e Marianne di Ragione e Sentimento, una dotata di buon senso naturale, l’altra di una fantasia troppo farcita di ideali romantici e letterari.

Insomma Jane Austen sembra suggerire che educare le donne fa male…

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La cultura alle donne serviva per miglirare la conversazione.

In realtà, già negli anni in cui la Austen sta scrivendo le sue opere, si sono diffuse le idee portate a vanti da Rousseau e dagli Illuministi riguardo i vantaggi dell’educazione, e la diffusione dell’educazione giovanile, laddove sia economicamente sostenibile, è subito favorita (un indizio lo troviamo anche in Robert Martin di Emma: pur essendo un giovane agricoltore, è abbastanza colto da leggere, per lavoro e per diletto, e da scrivere belle lettere; anche le sue sorelle hanno studiato in convitto).

Certo, dal Settecento in poi, l’educazione maschile si diffonde sempre più. Vale la pena: i possidenti devono avere nozioni sufficienti a gestire le tenute; i fratelli minori devono ottenere posizioni sociali che non facciano sfigurare la famiglia, i mercanti devono saper fare di conto e conoscere geografia, scienze e altre materie… e la classe borghese, che sta crescendo grazie alla rivoluzione industriale, deve acquisire conoscenze, competenze e… “ripulirsi”: la cultura è un vantaggio per tutti.

Ma le donne?

Che cosa devono fare le donne nella vita?

 

Educazione delle donne: le materie di studio.

 Edmund Blair Leighton - Con amore - educazione femminile

Edmund Blair Leighton – Con amore

La donna nell’Ottocento, se di buona famiglia, ha come unico scopo nella vita arrivare a un matrimonio vantaggioso.

La cultura che serve, per acchiappare un buon marito ed eccellere in società, comprende alcune arti: naturalmente una signora sa leggere, scrivere e far di conto. Leggerà e scriverà molte lettere e terrà i conti di casa, perciò fin qui tutti sono d’accordo.

Le donne avevano come attività principale cucire. Che fossero dame o poveracce, il cucito era fondamentale: le più ricche ricamavano corredi e arazzi, le povere cucivano i propri abiti e li rammendavano fino all’ultimo pezzetto di stoffa.

C’era, in tutte le case, una gran quantità di cose da cucire, dalle tende ai baldacchini, dai cuscini alle coperte. E più fine era la capacità di ricamare, più la signorina era ammirata.

Come ci suggerisce Miss Bingley, una vera signora suona almeno uno strumento, parla altre lingue (di gran moda il francese, ma conoscere tedesco e italiano dava qualcosa in più), sa disegnare, cantare, sa ricevere e comportarsi in società senza imbarazzi, sa ballare tutti i balli alla moda…

Istitutrici e insegnanti si prodigavano presso le migliori case per rendere migliori le fanciulle. Una giovane capace soprattutto di destreggiarsi in ambienti altolocati e che possedeva almeno un talento artistico poteva essere più facilmente scelta anche da un marito di classe superiore: si poteva passare sopra una dote scarsina o all’assenza di titolo se la sposa era in gamba.

Ecco, ora ripensate a Elizabeth Bennet, che non canta bene, suona appena appena, non disegna, non ha gran dote e non ha titolo. Non fatevi ingannare dal libro che ogni tanto le troviamo in mano: non ha la metà delle conoscenze di sua sorella Mary. E capite Lady Catherine e tutti i suoi veti.

Lady with Harp, Eliza Ridgely, 1818

Lady with Harp, Eliza Ridgely, 1818

C’erano poi conoscenze “accessorie”, a cui le ragazze che potevano permetterselo accedevano: come le scienze naturali e quelle sociali. Ma materie come latino e greco, filosofia (a un livello superiore) e discipline economiche erano riservate ai giovanotti, così come l’accesso agli istituti di istruzione superiore, da Eton alle Università (Oxford e Cambridge). L’educazione delle ragazze si fermava lì.

Alle donne veniva insegnato ciò che poteva essere utile per la gestione domestica e per eccellere nelle relazioni sociali. Per una conversazione interessante? Infarinature di scienze, filosofia, teologia, letteratura straniera erano chic; per una bella lettera? Certamente una calligrafia elegante, una perfetta conoscenza della grammatica e qualche citazione, specie in francese, conquistavano i destinatari.

Anche gli strumenti, poi, non erano tutti ugualmente adeguati: il violino costringeva a sollevare le braccia e non era dignitoso; gli strumenti a fiato facevano sollevare troppo il petto (pensiamo anche ai corsetti, che non favorivano certo la corretta respirazione), perciò alle ragazze venivano insegnati strumenti come pianoforte, spinetta e simili, ottimi per accompagnare nella danza ai balli o alle piccoli riunioni, per improvvisare l’intrattenimento di ospiti cantando o accompagnando qualcuna di lor nel canto.

Idem l’arpa, considerata il non plus ultra della musica per signorine (e guarda caso, chi suona l’arpa in Masfield Park? Mary Crawford, proprio un modello di donna bene educata).

Educazione delle donne: Le scuole per giovinette

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Francesco Beda The art lesson

Due tipi di scuole erano invece pensare per le ragazze, quelle VIP e quelle per poveracce. Gli obiettivi della formazione erano ben diversi: le prime, dovevano formare schiere di brave mogli, capaci di accalappiare mariti anche superiori a loro per classe e ricchezza; le seconde dovevano permettere alle allieve di mantenersi dignitosamente con un lavoro. Che diventassero maestre, governanti o istitutrici, queste giovinette erano preparate nelle scuole per mettere a frutto le proprie conoscenze a vantaggio di altri.

Pensate, per avere un’idea della differenza tra i due tipi di scuola, agli studi di Sara Crewe de “La piccola Principessa” (1888) e Lowood di Jane Eyre.

Come dicevamo, anche Jane Austen ebbe molta esperienza di questi collegi, fin dall’età di sette anni, quando cominciarono le sue peregrinazioni in diversi collegi per la sua educazione.

 

Qualche link per approfondire sull’educazione femminile:

https://byuprideandprejudice.wordpress.com/2014/02/01/education-of-upper-class-women-in-regency-era/

https://www.janeausten.co.uk/a-ladys-education/

http://www.pemberley.com/janeinfo/pptopic2.html

http://www.cherylbolen.com/education.htm

https://janeaustensworld.wordpress.com/tag/regency-schooling/

https://janeaustensworld.wordpress.com/2010/09/20/jane-austen-went-to-school/

http://austenised.blogspot.it/2010/08/peek-of-abbey-school.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Austen

http://www.gradesaver.com/author/jane-austen

http://englishepochs.blogspot.it/2014/02/regency-ladies-accomplishments.html

http://beflona.blogs.uv.es/2013/03/25/female-education-in-the-georgian-era/

https://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Eyre

https://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_di_formazione

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

2 commenti

  1. Complimenti, una ricerca approfondita e ben scritta!

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